Anno di pubblicazione 2014. Un libro per tecno ottimisti scritto da due giovani professori della Standford University ed del MIT. Gli autori si espongono convinti di vivere una seconda grande rivoluzione tecnologica, simile per impatto storico alla prima Rivoluzione Industriale, ma con una differenza fondamentale: questa volta non sono le macchine a sostituire il lavoro manuale, ma quello mentale. Oltre a delineare tutte le potenzialità delle nuove tecnologie, maggiore produttività, abbondanza di servizi, miglior qualità della vita, gli autori affrontano anche i rischi sociali del cambiamento come l’aumento delle disuguaglianze, la perdita di posti di lavoro e la necessità di ripensare welfare, tassazione e istruzione. Un po’ troppo ottimistica a nostro giudizio la posizione espressa, soprattutto quando nel capitolo 8 si affrontano gli aspetti economici giustificando la mancata crescita del Pil a seguito di innovazioni così profonde.
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